Accanto a chi invecchia: quando i genitori hanno bisogno di noi


"Prendersi cura è un atto rivoluzionario"
(Senova)
Destinatari
Aziende che vogliono sostenere, all'interno dei propri progetti ESG e di welfare, i collaboratori che hanno genitori o familiari anziani. Il corso è aperto a tutti i dipendenti: a chi assiste già un familiare e a chi vuole arrivare preparato. Non sono richieste competenze sanitarie.
Cosa imparerai
Prima o poi la cura riguarda tutti. Arriva spesso all'improvviso, nel pieno della vita lavorativa, e trova impreparati. Questo percorso offre conoscenze e strumenti pratici per affrontarla con più serenità, in quattro incontri:
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Allenare il cervello, a ogni età. I comportamenti quotidiani che aiutano a ridurre il rischio di demenza: movimento, alimentazione, mente attiva, relazioni. Valgono per i nostri genitori e per noi.
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Quando qualcosa cambia. Riconoscere i primi campanelli d'allarme, distinguerli dal normale invecchiamento e parlarne in famiglia con le parole giuste.
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Esserci senza perdersi. Organizzare la vita quotidiana del genitore, dividere il carico in famiglia, conciliare cura e lavoro e prendersi cura anche di sé.
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La mappa della cura. Enti, servizi e procedure che agevolano l'assistenza: a chi rivolgersi, in quale ordine e per ottenere cosa.
Ogni incontro alterna contenuti, casi concreti e momenti di confronto. I partecipanti ricevono una scheda pratica per ogni incontro e la mappa dei servizi a cui rivolgersi.
Modalità
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Formazione on line in diretta
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4 incontri da 1 ora e 30 minuti, per un totale di 6 ore
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Gruppi a partire da 8 partecipanti
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Al termine l'azienda riceve un report di sintesi, in forma aggregata e anonima, su partecipazione e gradimento
Il percorso è condotto da un medico geriatra e da un'educatrice specializzati nella cura della persona anziana, e può essere adattato alle esigenze dell'azienda.
Terzo tempo : invecchiamento sano ed attivo


"A che somiglia quest'età? Alla risalita di un bosco in montagna.
Nel fitto delle conifere entra poca luce, vedo giusto quello che sta stretto intorno, ma verso l'alto si diradano, si aprono radure. C'è luce.
In questa età dalla cima del bosco vedo lontano."
(Erri De Luca dal libro "L'età sperimentale")
Destinatari
Enti pubblici che si occupano di over 65 desiderosi di intraprendere un percorso di prevenzione legato al benessere psico-fisico. L’invecchiamento attivo è stato definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2002 come "il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano.
Cosa imparerai
Azioni di promozione dell’invecchiamento positivo e attivo, portando uno sguardo nuovo su questa particolare età della vita. Una serie di incontri di sensibilizzazione sugli stili di vita sani:
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Invecchiare bene si può! Invecchiare è un’arte: cambiare prospettiva per riconoscerne le potenzialità.
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Buone prassi per un invecchiamento generativo. L’importanza di uno stile di vita sano per un invecchiamento attivo e positivo: fattori di prevenzione.
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Palestra per la mente. La memoria: cosa cambia con l’invecchiamento? Come possiamo potenziarla?
Modalità
Il percorso, basato su incontri laboratoriali di 2 ore ciascuno, può essere richiesto da aziende, associazioni, gruppi, amministrazioni comunali, enti del terzo settore.
"Chi" è cura? L'invecchiamento spiegato ai bambini

"Chi è cura?" invita a riflettere sulla cura non come semplice azione o tecnica, ma come relazione profondamente umana.
Prima di essere un “cosa” da fare, la cura è un “chi”: il “chi” che cura e il “chi” che è curato.
Non è solo un’azione, ma una relazione tra soggetti. Cura è l’intreccio di due umanità che si riconoscono nel bisogno e nella responsabilità reciproca. Non esiste cura senza qualcuno che la doni e qualcuno che si lasci toccare.
(Silvia Spolti)
Destinatari
Scuole, biblioteche, associazioni, amministrazioni comunali, enti del terzo settore.
Cosa imparerai
Fin da quando veniamo al mondo dobbiamo prenderci carico del compito stesso dell’esistenza ossia della cura, di noi e degli altri: l’esistenza è cura. Prendersi cura degli altri vuol dire fare i conti non solo con la responsabilità dell’esistenza propria, ma anche di quella degli altri.
“Chi è cura?” è un percorso formativo che, a partire dalla lettura di romanzi, storie, poesie ed albi illustrati, affronta temi legati al prendersi cura e all’invecchiamento, in un percorso di crescita emotiva e cognitiva per bambini, ragazzi e giovani, al fine di stimolare riflessioni su emozioni, sfide e comprensione del mondo.
Modalità
Percorso personalizzato sulla base delle esigenze del cliente.
La milonga della cura

“Quando i
passi si armonizzano, il prendersi cura diventa bellezza”
(Silvana Marin)
Destinatari
Tutte le figure professionali coinvolte nei servizi per anziani: responsabili e coordinatori dei servizi, medici, assistenti sociali, operatori assistenziali, infermieri, fisioterapisti, educatori, terapisti occupazionali, addetti ai sevizi generali e amministrativi.
Cosa imparerai
Proposta formativa che, a partire dal tango, permette agli operatori di ogni settore di riflettere sulle proprie modalità comunicative e relazionali, sia con i colleghi (spesso il lavoro di cura e di assistenza viene svolto “in coppia”) sia con l’anziano.
Nel tango il tocco e il passo sono leggeri, la stessa leggerezza che dovremmo avere nel momento in cui entriamo nel mondo dell’altro, soprattutto quando questo altro è l’anziano fragile. Nel tango c’è qualcuno che invita e qualcuno che accetta l’invito: nulla viene imposto.
Nel tango, come nel gesto di cura, si rispettano i ritmi e i tempi dell’altro. Si lascia all’altro lo spazio per compiere i suoi “adorni”: attendo, senza fretta, che l’altro compia le azioni a suo modo, al suo ritmo, senza interferenze. Non serve un corpo “specializzato”: ci accetta così come siamo e noi accettiamo e accogliamo l’altro così come è.
Nel tango e nella cura le parole non servono, anzi è regola fondamentale che durante il ballo non si parli: si comunica con il corpo e si impara il silenzio. Si procede insieme, senza appoggiarsi, senza usare la forza, senza sostenere: è questione di equilibrio e armonia. Infine, c’è parità di ruolo: l’efficacia del ballo (della comunicazione) nasce dallo scambio tra l’intenzione comunicata e la sua intuizione. È uno scambio comunicativo che si fonda sulla cooperazione.
Usando il tango come strumento (non come fine) del processo formativo è possibile portare gli operatori coinvolti a riflettere su una serie di parole chiave che fanno parte del lavoro di cura: fiducia, tocco, rispetto, tempo, ritmo, silenzio, corpo, sguardo, spazio, possibilità.
Modalità
Percorso personalizzato secondo le esigenze del cliente
