Demenza: le parole contano

Una guida all’utilizzo del linguaggio corretto
Come è possibile diventare “amico della demenza”? (…) La risposta è semplice da dare, ma non sempre semplice da mettere in pratica: utilizzare come punto di partenza un linguaggio corretto e rispettoso, che sappia scegliere termini inclusivi e sia specchio di una volontà vera di assumere un comportamento accogliente nei confronti delle persone con demenza (…). Usare un linguaggio adeguato quando si parla di demenza non è solo corretto dal punto di vista linguistico, ma è anche e soprattutto un dovere nei confronti di chi vive quotidianamente con la demenza. Parlare di “persone con demenza” o “persone che convivono con al demenza”, definizioni che mantengono dignità e rispetto, senza giudizio sulla condizione e sulla diagnosi. Diventare “amico della demenza” significa imparare a rispettare l’altro, anche attraverso le parole (Gabriella Salvini Porro).
Messaggi chiave
Il linguaggio che usiamo per parlare della demenza condiziona la considerazione (o il giudizio) sulle persone con demenza e come di conseguenza esse si sentono e vivono la loro condizione.
Le persone con demenza preferiscono parole e descrizioni accurate, equilibrate, rispettose, inclusive e chiedono di evitare:
Parole che fanno fisicamente indietreggiare le persone quando le leggono o le sentono
Parole che fanno pensare che la vita con demenza non valga la pena di essere vissuta e che le persone con demenza siano incapaci e non abbiano più nulla da dare
Parole che sono riferite negativamente alla persona
Parole che creano stereotipi
2. Quando si parla di demenza …
Sono da preferire i seguenti termini:
demenza
malattia di Alzheimer
forma di demenza
tipo di demenza
Sono da evitare: malattia dementigena, demente, demenza senile
Demenza non è “una cosa sola”, ma è una “parola ombrello” che raggruppa sotto di sé diverse condizioni specifiche, incluso l’Alzheimer. Ecco perché è importante utilizzare termini come “forma di demenza” o “tipo di demenza”. Il termine “demenza senile” è invece un termine superato perché si usava quando si pensava che la perdita di memoria o altri problemi cognitivi fossero parte del normale invecchiamento.
3 Quando si parla di una persona con demenza …
Le persone con demenza sono prima di tutto persone e non si deve pensare che una diagnosi di demenza significhi che la loro vita sia finita.
Sono da preferire i seguenti termini:
persona con demenza
persona che convive con la demenza
persona con diagnosi di demenza
L’uso di questi termini mantiene la dignità della persona , sottolinea che si tratta sempre di una persona e non la giudica per la sua condizione.
Sono da evitare: sofferente, vittima, demente, afflitto, paziente (se usato al di fuori del contesto medico), espressioni gergali dispregiative. Puoi consultare la guida completa al corretto uso del linguaggio al link: guida del linguaggio.indd




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