Oltre la memoria

“La memoria è il diario che ciascuno porta con sé" (Oscar Wilde)
La demenza non è una malattia unica, ma un insieme di sintomi che possono avere diverse cause: malattie come l’Alzheimer, la demenza frontotemporale, quella a corpi di Lewy o quella vascolare sono alcuni esempi. Tutte hanno in comune la progressiva perdita di alcune capacità cognitive importanti, come la memoria, il linguaggio, l’orientamento e l’autonomia nella vita di ogni giorno.
Come ricorda il Prof. Marco Trabucchi: «La demenza è una malattia del nostro tempo, colpisce prevalentemente gli anziani ma non solo loro. I disturbi sono molteplici: perdita di memoria, deterioramento delle funzioni cognitive ‒ dal linguaggio alla capacità di prendere decisioni ‒ variazioni di umore, comportamenti anomali…».
È un cammino che, con il tempo, porta a grandi cambiamenti e mette a dura prova non solo chi ne è colpito, ma anche la sua famiglia. Parlare di demenza significa perciò parlare di Persone, di relazioni e di emozioni, oltre che di medicina.
Eppure, anche davanti a questa diagnosi, ci sono gesti e attenzioni che fanno la differenza:
Creare spazi sicuri e rassicuranti, che riducano il senso di confusione e di paura.
Continuare a comunicare e a relazionarsi, anche con uno sguardo, un sorriso o una carezza, quando le parole non servono più.
Sostenere chi si prende cura, offrendo ascolto, strumenti e reti di aiuto, perché nessuno si senta solo.
Valorizzare ciò che resta, invece di fermarsi solo su ciò che viene perso, accompagnando la persona e la sua famiglia a vivere ogni giorno con dignità.
La demenza non cancella la possibilità di amare ed essere amati. Anche quando la memoria si affievolisce, rimane la forza dei legami autentici, del rispetto e della cura. È lì che si ritrova la dignità, fino alla fine del percorso.
“Non sono le cose che possediamo a darci identità, ma gli affetti che sappiamo custodire.” (Paulo Coelho)




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