La riserva cognitiva
Qualunque uomo può, se lo desidera, diventare lo scultore del proprio cervello" (Santiago Ramón y Cajal)

Il cervello non è un’entità definita come altri organi del corpo: è un sistema dinamico, in continua evoluzione e soggetto a continui cambiamenti. L’ambiente in cui si vive (inteso come ambiente fisico e relazionale) fornisce stimoli specifici che possono indurre cambiamenti a livello morfologico e chimico delle strutture cerebrali.
Il nostro cervello è unico, creato dalle esperienze che gli offriamo e dalle richieste che gli facciamo, ogni giorno. Si dice infatti che il nostro cervello è “plastico”, cioè “plasmabile”. Questa caratteristica straordinaria del nostro cervello si chiama “neuroplasiticità”. Più l’ambiente in cui si vive è ricco di sollecitazioni e più il cervello si arricchisce. Le nuove esperienze determinano una riorganizzazione dei circuiti nervosi con un miglioramento funzionale globale. Grazie alla sua plasticità il cervello può:
trarre vantaggio dall’esperienza
apprendere
ricordare
rigenerarsi
Stile di vita ed esperienze sono quindi importanti per determinare la forma del cervello, il modo in cui cresce ed evolve. Imparare può dargli forma, proprio come l’allenamento dà forma ai muscoli. L’allenamento del cervello è fondamentale anche per creare e accumulare “scorte”: la cosiddetta “riserva cognitiva”. Essa gioca una funzione conservatrice quando le cellule cerebrali subiscono un deterioramento legato all’età o ad un trauma, permettendo quindi al nostro cervello di essere resiliente.
Usando delle metafore, possiamo dire che:
La riserva cognitiva è come una grande biblioteca: più libri (esperienze, conoscenze, abilità) aggiungiamo negli anni, più risorse abbiamo a disposizione quando una parte della biblioteca subisce un danno. Se una sezione viene danneggiata (per es. da un trauma o da una malattia neurodegenerativa), ci sono ancora altri scaffali da cui attingere.
Il cervello è come una città: più strade alternative ci sono, più facilmente si può raggiungere una destinazione anche se una via principale è bloccata. La riserva cognitiva rappresenta le strade secondarie e i percorsi alternativi costruiti nel tempo grazie all’apprendimento, alla lettura, alla socializzazione. Più percorsi mentali abbiamo costruito, più flessibile è il nostro pensiero.
La riserva cognitiva è come lo zaino di un viaggiatore esperto: più è fornito, più strumenti ha a disposizione per affrontare gli imprevisti del percorso. Le esperienze di vita arricchiscono lo zaino: cultura, relazioni, sfide superate…
La riserva cognitiva è come una batteria supplementare: quando quella principale si scarica o funziona male, la batteria di riserva mantiene in funzione il sistema. Le persone con maggiore riserva cognitiva mostrano sintomi più tardi anche se hanno un danno cerebrale simile a chi ne ha meno.
Il cervello con una buona riserva cognitiva è come un castello con mura spesse: anche se viene attaccato, resiste più a lungo. Le mura sono costruite nel tempo con stimoli cognitivi, attività sociali, cultura, problem-solving.
Fattori che accrescono la nostra riserva cognitiva
Allenare la mente: esercitarsi con sfide nuove e ogni volta diverse. L’allenamento continuo della mente mantiene attivi alcuni percorsi del tessuto nervoso. L’organizzazione di queste risorse permette di affrontare le richieste della vita di tutti i gironi.
Allenare il corpo: una attività fisica costante produce effetti benefici sulla salute della mente perché migliora il tono dell’umore, riduce i rischi vascolari e migliora le capacità cognitive.
Nutrirsi correttamente e gestire le dipendenze: un’alimentazione sana contribuisce al corretto funzionamento del corpo. Non abusare di sostanze quali alcol e nicotina.
Promuovere la rete sociale: la frequenza e la qualità di contatti sociale influenzano le capacità cognitive.
Si tratta di “NUTRIRE IL CERVELLO” attraverso continui e molteplici stimoli: leggere, andare a teatro, viaggiare, frequentare mostre e amici, curare un animale domestico … Insomma: vivere esperienze variegate. Perché la riserva cognitiva si può guadagnare – e spendere - man mano che si vive.




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